La leucemia in etÓ pediatrica

La leucemia in etÓ pediatrica

La leucemia è il tumore più frequente nella fascia di età compresa tra 0-14 anni. Ci sono diverse forme di leucemia: forme acute e croniche, forme linfoblastiche e mieloblastiche. La più frequente in età pediatrica è la leucemia linfoblastica acuta, responsabile di quasi il 95% dei casi. La malattia colpisce il midollo osseo deputato alla produzione delle cellule del sangue:o globuli rossi, globuli rossi e piastrine.
Nella leucemia il midollo osseo produce in maniera incontrollata globuli bianchi malati che hanno perso la loro funzione. Il midollo osseo malato prende il posto del midollo osseo sano impedendo la produzione di cellule sane. Il bambino perde progressivamente la sua capacità di difendersi dalle infezioni, di portare ossigeno in tutte le aree del proprio corpo e di difendersi dalle emorragie. Pertanto i sintomi in cui si manifesta la leucemia sono: pallore molto accentuato, infezioni ripetute e gravi, sanguinamenti a livello della cute e a livello delle mucose di naso e bocca.
Negli ultimi vent'anni la ricerca ha permesso di rendere gli schemi chemioterapici sempre più efficaci nella cura, in particolare per quanto riguarda la leucemia linfoblastica acuta. Ci troviamo di fronte a una patologia grave e insidiosa, che pertanto richiede terapie aggressive che si protraggono per circa due anni. Le terapie a disposizione permettono di arrivare a risultati significativi già dopo pochi mesi ma purtroppo non si può calare la guardia e, per evitare un rapido ritorno della malattia, è necessario proseguire nella somministrazione di farmaci chemioterapici per molti mesi.
La prima parte della terapia, che dura circa otto mesi, può richiedere periodi di ospedalizzazione anche lunghi, mentre la seconda parte consente al bambino di svolgere una vita quasi normale dal momento che la terapia richiede ricoveri quasi esclusivamente in regime di day hospital.
Il trattamento di queste malattie richiede quindi la costruzione di equipe che si prendono carico non solo del bambino, ma di tutta una famiglia che deve essere supportata dal punto di vista psicologico e, se necessario, economico.
La Fondazione Ginevra Caltagirone, in questi ultimi anni, ha avuto un ruolo decisivo grazie al finanziamento di progetti di ristrutturazioni, acquisto di attrezzature e borse di studio di ricerca e formazione.